Candidati
Una città più verde e più bella
Basta cementificazione, recuperare gli spazi abbandonati creando aree verdi e boschi. Il solare fotovoltaico va sopra i tetti, sulle pareti, nei parcheggi, sulle aree dismesse di Marghera e non sui campi di Ca' Solaro, Tessèra (100 ettari!), Marcon o Sant’Erasmo. Il Parco di San Giuliano si deve allargare, come da progetto. No ad altri parcheggi, insediamenti aziendali abusivi e attività private lungo la laguna e il Canal Salso. Va finalmente attuato il Parco del fiume Marzenego, anche nell’area Castelvecchio (ex ospedale Umberto I) valorizzando i tre padiglioni storici.Basta caccia in tutto il Bosco di Mestre. Va aumentato e curato il verde urbano; coltivati più orti sociali, ripristinato il Forum del Verde. Vanno protette, anche col Parco della laguna nord di Venezia, le barene di Campalto, la foce del Dese-Zero e il Montiron (in Laguna nord) senza parcheggi per altri mezzi diretti a Venezia. Burano va collegata a Tessèra con vaporetti. Il Mose potrà proteggere la città dall’acqua alta per un periodo di tempo limitato, pochi decenni. Vanno studiati possibili sollevamenti di parti della città, e attuato il porto fuori dal Mose. Va ripristinato l’Assessorato all’Ambiente e potenziato l’Ufficio del Verde e dei Parchi.
Una città più sicura, con case, lavoro e servizi accessibili
Sicurezza è il risultato di una cura profonda della città, ben oltre alle ronde (in auto) delle forze dell’ordine: va ricostituita una comunità di abitanti, ripopolando il centro storico e la terraferma, con una gestione corretta della residenza; una vera rigenerazione urbana, programmi di recupero e non di speculazione, combattendo l’attuale “desertificazione sociale”. L’eccesso di turismo va governato con ripopolamento, diminuzione degli affitti turistici e restituzione delle case ai residenti. Una città viva attrae un turismo più consapevole; puntiamo sulla qualità delle visite, non sulla quantità dei visitatori. Serve un limite agli ingressi stabilito da un atto della Prefettura: superato un certo numero di ingressi, la compresenza in città di residenti e visitatori è un pericolo per l’incolumità pubblica.I/le giovani (e non solo) devono poter trovare case in affitto, perciò vanno assegnate tutte le case pubbliche, limitate le afittanze turistiche e impediti i cambi d'uso da abitazioni ad alberghi.
Una regolamentazione efficace degli affitti turistici porta alla riduzione dei prezzi delle locazioni a lungo termine e rende disponibili alloggi per i residenti.Vanno rigenerate le parti urbane decadute anche incentivando impianti fotovoltaici sui tetti. Va creato un Assessorato alle Politiche Abitative.
• In ogni quartiere vanno sostenute attività comunitarie (cene, mercatini, feste, luoghi di incontro) per togliere terreno a spacciatori, scippatori e delinquenti. Con più assistenza per il recupero del disagio.
• Va rispettata la privacy di residenti e turisti, i cui dati personali non possono essere usati per fini diversi da quelli previsti dalla Costituzione. Anche per questo va abolito il Contributo d’accesso che non ha assolutamente ridotto né gestito l’assalto dei turisti. E vanno vietate le telecamere a riconoscimento facciale, e totalmente modificata la Smart Control Room.
• Per uscire dal mono-turismo, occorre potenziare le attività storiche veneziane, investire su imprese locali già attive sui mercati, sostenere le start
up di giovani, Università e Istituti di ricerca, garantendo incentivi, case, spazi per nuove attività produttive, recuperando molti beni comunali e con servizi adeguati.
• Rivitalizzare il commercio locale favorendo l’uso di locali di proprietà pubblica inutilizzati, sostenendo i negozi di vicinatoe riducendo la dipendenza dai centri commerciali. Rimodellare i plateatici esistenti per favorire la vivibilità dei luoghi ed il passaggio delle persone.Vanno riqualificate le aree dismesse di Marghera, con bonifiche, centri di ricerca e col supporto fiscale per imprese innovative e ambientalmente sostenibili. Per fare ciò, va istituito un Assessorato al lavoro con le necessarie deleghe e una Consulta per il Lavoro per coordinare istituzioni, imprese e cittadini, favorendo un tessuto socio-economico equilibrato e legale.Dovunque laboratori permanenti di produzione artistica, artigianato, innovazione ambientale e recupero del patrimonio storico. Un Assessore alla Cultura che diriga e coordini realtà, fondazioni, attività. Tutela dei lavoratori della Cultura. Riprendere la gestione diretta del personale sottraendolo alla gestione interinale. Attivare il Forum permanente per la cultura tra gli operatori del settore.
• Stanziamento fondi per integrativi all'assegno unico alle famiglie (quota a figlia/o, su base Isee), per la reintroduzione delle ostetriche di base e introduzione doule di distretto - prenatalità e postnatalità (gratuito su base Isee), per un sistema integrato di babysitting comunale (gratuito su base Isee) a domicilio.
• Reintroduzione del sistema ”Riduzione del danno da dipendenze”, con la riabilitazione dei facilitatori/trici di strada.
• Istituzione di fondi per corsi di primo soccorso (con attestazione) e antincendio, per corsi di educazione civica integrativi per la cittadinanza.
• Tavoli di lavoro tra università e aziende /realtà territoriali che si occupino dello studio delle zanzare e altri insetti e il loro impatto sulla città e l'ecosistema; uso di microrganismi, batteri, fermenti lattici, piante, in via sperimentale, a sostituzione graduale delle pastiglie e trattamenti con pesticidi e chimica pesante; altri trattamenti su piante e alberi.
Una città più sana, democratca e accogliente
• Il traffico automobilistico va ridotto, anche migliorando e rendendo gratuito per i residenti il trasporto pubblico locale (bus, vaporetti, tram, treni locali). Va ridotto l’inquinantissimo traffico aereo.
• Va ridotto il traffico privato, migliorando il trasporto locale con linee frequenti e regolari. Va risollevata ACTV dal crollo che, nonostante il bilancio in attivo, la sta travolgendo. Causa dei disservizi è la carenza di personale e di manutenzione e i troppi appalti esterni.
• Si deve camminare senza essere investiti da mezzi che sfrecciano nei quartieri, imponendo il limite di 30 km/ora e col rialzo dei passaggi pedonali.
• Asilinido, scuole primarie, negozi di vicinato, farmacie, uffici postali, bancomat devono essere raggiungibili a piedi da ogni abitante. Soprattutto per gli anziani, servono molte più panchine (con divisorio per impedirne un uso improprio) perché possano muoversi a piedi in città.
• Vanno fermati i progetti di collegamenti via acqua tra terra e città previsti (San Giuliano-San Giobbe, Pili-San Basilio, Montiron-Burano). Va definito il traffico urbano del Lido.
• Va ridotto drasticamente il moto ondoso, con controlli costanti e obbligo del GPS su tutte le imbarcazioni a motore. In Canal Grande vanno privilegiati i mezzi pubblici e le barche a remi, limitando gli orari del trasporto merci.
• Le grandi navi da crociera devono, per legge, approdare fuori laguna, senza banchine “provvisorie” a Marghera; in laguna sono vietati lo scavo di nuovi canali e arginature.
• I rifiuti vanno ridotti, raccolti separatamente (umido compreso) e riciclati, non inceneriti.Serve una migliore Sanità urbana che integri salute e sociale, migliorando gli accessi alle RSA, soprattutto per non-autosufficienti, con un aiuto economico ai familiari in quanto le rette sono estremamente costose ed i posti non più sufficienti per una città con sempre più anziani. Va potenziata l’assistenza domiciliare, mantenuti i presidi sanitari come il Giustinian e il Monoblocco al Lido e adeguate le Case di comunità alle esigenze dei territori.Gli spazi sociali pubblici sono pochissimi: vanno moltiplicati e sostenute le associazioni impegnate in attività sociali. In ogni municipalità servono operatori specializzati nel disagio sociale vecchio e nuovo, spazi allo sport e ai giovani, lotta alle povertà e alle dipendenze con gli operatori di strada Va ripristinata la Consulta delle donne.• La città è delle persone residenti: la vita democratica va riattivata ristabilendo i poteri delle Municipalità, per la partecipazione alle scelte sul territorio. Ogni progetto del Comune va condiviso con la popolazione per le dovute osser-vazioni, attraverso assemblee periodiche, sondaggi seri e, per le scelte più importanti, referendum di municipalità.
• Va istituito l’Ufficio dei Presidenti di Municipalità, che partecipino con potere consultivo alla Giunta Comunale; non serve alcun pro-sindaco di Mestre o di Venezia.
• Vanno indette periodiche assemblee di quartiere/sestiere in cui la popolazione, di tutte le etnie, esprima proposte e critiche sui principali problemi della città, con la presenza degli amministratori e tecnici delle Municipalità e del Comune, per rispondere alle propostee critiche, attuarle o motivare scelte diverse. In ogni quartiere/sestiere devono esserci luoghi pubblici per attività delle associazioni locali e le assemblee popolari.
• Le scuole nel pomeriggio vanno aperte agli studenti e alle attività socio-culturali di quartiere.
E vanno mantenute, anche con deroghe, le classi esistenti, perché la scuola è un fondamen- tale presidio sociale, esigendo dal Governo la riduzione del numero minimo di iscritti, equiparando Venezia alle comunità montane e alle isole.
• Va aumentata la vigilanza e la repressione contro abbandoni e maltrattamenti di animali.
• Creazione di incontri pubblici con la cittadinanza sul temadella salute pediatrica (corsi pre-parto, alimentazione ed educazione del bambino e dei genitori) e sulla gestione della persona non autosufficiente a domicilio (rete ospedale-territorio, focus sui vari aspetti riabilitativi, infermieristici, supporto psicologico).
• Creazione di “case del lavoro
e della gioventù” con spazi ricreativi affiancati a mini corsi formativi tenuti da Maestri pensionati (ad es.: gestione/riparazione della bicicletta, economia domestica, corsi di cucina, corsi di primo soccorso, principi di gestione della casa sul piano elettrico, idraulico e delle “opere murarie”, corsi di italiano, scambio libri e banca del tempo per gli studenti universitari.
• Organizzazione di feste della comunità, promozione di arte e cultura in partecipazione con strutture ed esercizi ristorativi e non, che appoggino e sostengano i progetti comunali.