{"id":272,"date":"2016-11-15T08:43:24","date_gmt":"2016-11-15T08:43:24","guid":{"rendered":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/?p=272"},"modified":"2016-11-15T08:43:24","modified_gmt":"2016-11-15T08:43:24","slug":"un-ponte-un-canale-e-lantica-posta-di-mestre-sintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/un-ponte-un-canale-e-lantica-posta-di-mestre-sintesi\/","title":{"rendered":"Un Ponte, un Canale e l\u2019Antica Posta di Mestre \u2013 Sintesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Avvenimenti della storia europea lungo il Canal Salso <\/strong>(rev. 20101125)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Le testimonianze storiche (Ponte di Marghera &#8211; 1588, Cava Gradeniga &#8211; 1362, Posta Antica-Garage Reale &#8211; 1615), delle quali si vuole promuovere la tutela e la valorizzazione, sono situate nello spazio di circa 2400 metri. Esse, tuttavia, sono legate, direttamente od indirettamente, a vicende di rilievo internazionale svoltesi in ambiti geografici di ben pi\u00f9 ampie dimensioni, a grandi avvenimenti della storia italiana ed europea che si intende qui documentare al fine di evidenziare il rilevante valore storico-testimoniale di detti manufatti. Fatti noti e meno noti come:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>la realizzazione della via Annia nel 131 a.C., che collegava Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia, ad opera del pretore T. Annio Rufo, <\/em><\/li>\n<li><em>episodi della Guerra di Chioggia (1378), <\/em><\/li>\n<li><em>vicende ed aspetti della storia postale veneta ed austriaca, <\/em><\/li>\n<li><em>il rapporto tra l\u2019allontanamento dei fiumi dalla laguna e le trasformazioni urbanistiche dell\u2019antica Marghera (attuale Forte Marghera) e Piazza Barche, <\/em><\/li>\n<li><em>le ripercussioni della Guerra Di Morea sulla repressione del contrabbando lungo la Cava Gradeniga (Canal Salso), <\/em><\/li>\n<li><em>l\u2019assedio austriaco a Forte Marghera preso per iniziativa della Guardia Civica di Mestre il 22 marzo 1848, <\/em><\/li>\n<li><em>il ruolo del Canal Salso nella difesa del forte dall\u2019assedio austriaco, <\/em><\/li>\n<li><em>la concessione di Vittorio Emanuele III di innalzare lo stemma dei Savoia sulla facciata del\u00a0\u00a0 Garage Reale concepito come \u201cla porta d\u2019ingresso dei grandi percorsi europei\u201d, <\/em><\/li>\n<li><em>l\u2019attentato alla sede della questura c\/o la Posta Antica (1944), episodio dell\u2019epopea partigiana a Mestre.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Mutatio \u201cAd Nonum\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 131 a.C. il pretore T. Annio Rufo fece costruire un&#8217;importante strada denominata Annia; tale via congiungeva Adria con Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia.<\/p>\n<p>Con ogni probabilit\u00e0 la mutatio <strong>\u201cAd Nonum\u201d, riportata nell\u2019Itinerario Burdingalense,\u00a0 <\/strong>dove i corrieri potevano effettuare il cambio dei cavalli, dovrebbe<strong> corrispondere proprio all\u2019antica Marghera (attuale Forte Marghera).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel Medioevo<\/strong><\/p>\n<p>Notizie certe su questa area tuttavia sono disponibili a partire dall\u2019epoca medievale: nel 1232, ad esempio, gli Statuti del Comune di Treviso, da cui Mestre dipendeva, stabilivano la tariffa (fino a 4 soldi) per il noleggio dei cavalli (<strong>De equis ad naulum<\/strong>) da Treviso a Mestre e Marghera e le eventuali penali per la ritardata restituzione dell\u2019animale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 29 settembre 1337 (San Michele) ebbe poi inizio, con la <strong>conquista del Castello di Mestre,<\/strong> occupato dagli Scaligeri, l\u2019espansione della Serenissima nella terraferma e meno di un secolo dopo (1341) fu decretata, sotto il Dogado di Bartolomeo Gradenigo, la realizzazione di <strong>uno dei pi\u00f9 antichi manufatti <\/strong>presenti in questa area: la Cava Gradeniga detta anche Canale di Mestre ed attualmente Canal Salso. L\u2019importante via di comunicazione ebbe da sempre funzioni sia commerciali che militari, caratterizzando, in svariati modi, la vita e la storia di questo territorio.<\/p>\n<p>Durante la Guerra di Chioggia (1378), Venezia si trov\u00f2 a combattere i Genovesi lato mare e lato terra la lega formata da Ungari, Friulani, Padovani, capeggiata da Francesco da Carrara Signore di Padova che fece costruire\u00a0 <strong>un ponte sulla Cava Gradeniga<\/strong> e dei grandi bastioni\u00a0 per impedire il trasporto di generi alimentari da Venezia a Mestre. Sconfitto il Carrarese la navigazione riprese ma l\u2019apporto continuo di detriti ed acqua dolce stava determinando l\u2019interramento della laguna con rilevanti problemi per la sicurezza di Venezia. Per tale motivo venne costruito nel 1454 un argine da Marghera a Fusina e relativo canale dove furono convogliati vari corsi d\u2019acqua tra cui il Marzenego ed il Bottenigo; fu quindi realizzato un ulteriore argine posto di traverso alla Cava Gradeniga che impediva il libero transito alle barche che dovevano essere sollevate e trasportate dalle acque dolci alla laguna per mezzo di una specie di gru detta \u2018carro\u2019 (1462). Quest\u2019opera ebbe notevoli conseguenze. Le operazioni di sollevamento delle imbarcazioni richiedevano lunghe attese comportando la necessit\u00e0 di locali per il ricovero dei viaggiatori e degli animali. Aument\u00f2 cos\u00ec il numero delle osterie e degli stalli di Marghera mentre diminuiva l\u2019importanza della Cava Gradeniga.<\/p>\n<p>Nel 1489 nasce la Compagnia dei Corrieri Veneti alla quale il Senato di Venezia assegna l\u2019esclusiva di tutti i servizi di corrispondenza, <strong>sia pubblica che privata<\/strong> e l\u2019appalto delle stazioni di posta che gestivano in pieno regime di monopolio; portavano una giubba con l\u2019insegna di S. Marco, il corno ed il copricapo di tasso. Le strade facenti capo al Canale dovevano essere interessate al frequente passaggio dei corrieri che portavano lettere e pacchi in varie parti d\u2019Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Lega di Cambrai ed il Carro di Marghera<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1513 le truppe imperiali e gli spagnoli della Lega di Cambrai, occuparono il veneto incendiando e distruggendo citt\u00e0 e villaggi; giunti a Mestre il 30 settembre, continuarono la loro opera devastatrice, mettendo a fuoco il castello e i borghi;<strong> la presenza del \u2018carro\u2019 di Marghera<\/strong> ebbe la tragica conseguenza di impedire agli abitanti della terraferma di mettersi in salvo in laguna. L\u2019aumento del traffico da Mestre a Marghera comport\u00f2 l\u2019esigenza di ricostruire il Ponte che fu realizzato in mattoni poco dopo il 1588 e che possiamo tuttora ammirare in tutta la sua imponenza, sebbene abbia perso sua funzione originaria. Se il canale da Marghera a Fusina aveva risolto il problema dell\u2019interramento delle aree prossime a Venezia, cominciava a farsi sentire quello dei porti di San Nicoletto e Malamocco: la Repubblica intraprese quindi una imponente programma di diversione dei fiumi Sile, Brenta e Musone portandoli a sfociare fuori della laguna. Dopo tali opere i danni causati dall\u2019apporto di acqua dolce vennero fortemente ridimensionati. Fu cos\u00ec possibile levare il \u2018carro\u2019 dando libero transito alle imbarcazioni, cosa che avvenne nel 1615. Non \u00e8 casuale forse che, come si pu\u00f2 dedurre da una lettera dei nobili fratelli Duodo, l\u2019 \u201cHostaria ai 3 Penacchi\u201d sia stata edificata proprio nel 1615. Questo potrebbe inquadrarsi nella ripresa della navigazione lungo la Cava Gradeniga, l\u2019aumentata importanza delle zone lungo ed a capo il Canale e la conseguente diminuzione funzionale delle infrastrutture di Marghera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Guerra di Morea: Dazi, Hostarie e contrabbando<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1687 il Capitano da Mar Francesco Morosini (futuro Doge) conquist\u00f2 gran parte della Morea (Peloponneso). Il Senato decise di rendere al Morosini onori senza precedenti elevando, nella sala del Consiglio dei Dieci, una statua di bronzo sulla cui base venne incisa l\u2019iscrizione: <strong>FRANCISCO MAUROCENO\/PELOPONNESIACO ADHUC VIVENTI\/SENATUS.<\/strong> La guerra aveva tuttavia un costo elevato che ricadeva sul bilancio dello stato, le cui entrate ordinarie erano costituite per circa 2\/3 dagli introiti dei Dazi. Questi indusse il Senato ad una <strong>lotta pi\u00f9 efficace al contrabbando di pane, farina e vino.<\/strong> Fu a tal fine nominato il nobile Sebastiano Capello Inquisitore sopra il Dazi. L\u2019Inquisitore emise subito un proclama stabilendo le pene per i contrabbandieri che sarebbero stati processati, i barcaioli ai quali sarebbero state bruciate le barche, gli impegati statali negligenti o collusi per i quali era prevista anche l\u2019impiccagione, ed altre pene per i gestori delle bettole. Per perseguire tali reati si sarebbero accettate anche denunce segrete da depositare nella Cassella del Magistrato.<\/p>\n<p>Maggior era il numero delle osterie, pi\u00f9 difficile era il controllo mentre maggiore erano le possibilit\u00e0\u00a0 di praticare il contrabbando. L\u2019Inquisitor fece chiudere tutte le 20 osterie lungo il Canale delle quali in futuro avrebbero potuto riaprire solo due: una a Marghera e l\u2019altra a Mestre. Gli stalli comunque sarebbero rimasti aperti proibendo tuttavia la vendita agli avventori di pane, farina e vino.<\/p>\n<p>Le due osterie pubbliche avrebbero avuto l\u2019insegna di <strong>San Marco <\/strong>per quella di Mestre, di <strong>San Teodoro<\/strong> quella di Marghera \u201c<em>Come i due santi proteggevano Venezia dalla parte del mare, altrettanto avrebbero fatto dalla parte di terra<\/em>\u201d (Giorgio Zoccoletto). Il Senato scelse nel 1689 come Pubblica Hostaria di Marghera quella della N.D. Betta Correr (all\u2019Anzolo). Per quella di Mestre si apr\u00ec invece una sorta di gara tra i proprietari che\u00a0 offrivano la loro magnificando i pregi dei rispettivi immobili; parteciparono alla gara i Foscarini con l\u2019Hostaria alla Fornasa, i Falier, i <strong>Duodo con l\u2019Hostaria ai Tre Penacchi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella loro offerta i nobili fratelli Duodo sostenevano in sintesi che, a prescindere dal proprio interesse, la loro era pi\u00f9 adatta delle altre ad essere prescelta come pubblica Hostaria per pi\u00f9 ragioni quali il numero degli alloggi, la vastit\u00e0 delle stalle, la contiguit\u00e0 con il magazzino delle merci tedesche e, soprattutto perch\u00e9 lo stabile, posizionato a capo del Canale nel luogo pi\u00f9 distante quindi dalla laguna e molto frequentato, era\u00a0 <strong>quindi meno esposto degli altri alle attivit\u00e0 illegali dei contrabbandieri.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le guide postali del \u2018700: si consiglia di \u2018far capo a Mestre\u2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1700 il pi\u00f9 prolifico e minuzioso autore di Guide Postali fu Giovanni Maria Vidari. La sua Guida Postale, pubblicata in sette edizioni, tra il 1718 ed il 1785 descrive molto fedelmente (avendoli lui stesso compiuti, in quanto <strong>ex Corriere della Serenissima Repubblica) <\/strong>molti viaggi ed itinerari postali.\u00a0 Quella che segue \u00e8 un estratto della descrizione di un viaggio a Londra, tratta dalla Guida sopradescritta \u201cIL VIAGGIO IN PRATICA\u201d, dove fornisce altri avvertimenti necessari per la vettura ed elencando alcuni viaggi che effettu\u00f2 nell\u2019accompagnare alquanti Eccellentissimi Ambasciatori in Varie Corti dell\u2019Europa: \u201c<em>S\u2019avverte in simile Viaggio di non pigliare che Vetturini Tedeschi, cio\u00e8 di quelli che frequentemente viaggiano per la Germania, e <strong>far capo \u00e0 Mestre<\/strong>, e non \u00e0 Padova, n\u00e9 a Vicenza poich\u00e9 si restar\u00e0 poco soddisfatto, \u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019incisione del Canaletto <\/strong><strong>\u2018Mestre alle Barche\u2019, Giacomo Casanova e Pio VI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;acquaforte di Antonio Canal (Canaletto) \u2018Mestre alle Barche\u2019 (Windsor Castle)\u00a0 fa parte di un album di 31 incisioni eseguite tra il 1744 ed 1746, <strong>commissionate da Joseph Smith, console inglese a Venezia<\/strong>. Joseph Smith vendette poi gran parte della sua collezione a re Giorgio III, creando la base per la grande collezione di dipinti di Canaletto di propriet\u00e0 della Royal Collection. Tra le centinaia di possibili soggetti di elevato valore architettonico, monumentale, paesaggistico il Canaletto scelse di ritrarre il Porto e la Posta di Mestre.<\/p>\n<p>Vari sono stati i passaggi di personaggi celebri tra i quali Giacomo Casanova che, in fuga dalle prigioni veneziane, arrivando a Mestre in gondola cerc\u00f2 dei cavalli alla Posta e, non trovandoli, si diresse all\u2019Hostaria alla Campana.<\/p>\n<p>Tra gli storici passaggi non possiamo dimenticare quello del 1782 del Pontefice <strong>Pio VI in viaggio verso Vienna<\/strong> per incontrare l\u2019imperatore Giuseppe II, intenzionato ad incamerare le propriet\u00e0 ecclesiastiche.. Il Papa accompagnato dai Procuratori di San Marco (alti funzionari), Alvise Contarini e Lodovico Manin, viaggiava su una su una delle due peote appossitamente allestite dall\u2019architetto Gianantonio Selva (progettista del teatro \u2018La Fenice\u2019) con interni foderati di rasi, fondo ricoperto di tappeti, le insegne pontificie e dogali sulla cima dei due alberi. Alla voga <strong>sedici barcaioli della Confraternita del Traghetto di Mestre, <\/strong>comandati dal gastaldo Andrea Grasso. In laguna migliaia di barche addobbate, di remi alzati e di evviva dei Veneziani accolsero il pontefice. Il corteo, imboccato il Canal Salso, raggiunse cos\u00ec l\u2019approdo di Marghera (attuale Forte Marghera) dove lo attendevano il Vescovo di Treviso Giustiniani, il parroco di Mestre Albrizzi, il Podest\u00e0 di Mestre Priuli, attorniati da una folla immensa e da uno squadrone di cavalleria. Sulla riva erano pronte le carrozze predisposte dal <strong>mastro di posta Paolo Breda<\/strong>. Vi erano una trentina di staffieri, 23 pariglie di cavalli, ed un carro alla todesca per il bagaglio. Al suono dell\u2019Ave Maria il corteo si avvi\u00f2 <strong>verso l\u2019attuale Piazza Barche e, percorrendo un tratto della Strada<\/strong> Regia Postale giunse al palazzo degli Erizzo (sito nell\u2019attuale p.le Donatori di Sangue).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Spionaggio a Mestre, Napoleone a Marghera, cade la Repubblica di Venezia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1797 gli Inquisitori di Stato vennero informati dai loro confidenti della presenza all\u2019Hostaria alla Campana di due francesi sospetti di spionaggio. Venne pertanto intercettata la loro corrispondenza alla <strong>\u201cPosta delle lettere delle Barche\u201d<\/strong> e pagati 4 lire al giorno ai delatori. Misure ormai inutili: i Francesi avevano invaso il Veneto e Napoleone si rec\u00f2 all\u2019osteria di Marghera dove vi erano i nobili Alvise Moncenigo, Tommaso Condulmer e Giacomo Giustinian i qualit\u00e0 di ambasciatori. Napoleone, dopo aver scrutato Venezia con il binocolo, se ne and\u00f2\u00a0 senza degnare di un saluto i tre nobili ai quali fu dato, dal commissario Haller, un foglio con le <strong>condizioni per la resa<\/strong> che comprendevano l\u2019abolizione dell\u2019antico sistema aristocratico, la liberazione dei simpatizzanti per le idee francesi, le teste degli Inquisitori di Stato. Il 12 maggio 1797 il Maggior Consiglio decret\u00f2 la fine della Repubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I regolamenti del Traghetto, la Ferrovia Ferdinandea<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sulla gestione del Traghetto di Mestre, che agli inizi dell\u2019Ottocento era in piena attivit\u00e0, vennero emanati due regolamentati. Quello francese del 1813 prevedeva tra l\u2019altro l\u2019obbligo della marchiature delle barche: con una <strong>M<\/strong> quelle di Mestre, pi\u00f9 gradi ed affidabili in caso dei burrasca, con una <strong>V<\/strong> quelle di Venezia che potevano portare un numero minore di passeggeri. Quello austriaco del 1817 stabiliva che vi fosse un <strong>\u201cincaricato politico\u201d<\/strong> con il compito di far rispettare il regolamento del traghetto; nominato da Venezia egli disponeva di un locale situato presso la riva destra, presso l\u2019attuale sottoportico dove stazionava un drappello di guardie e dove trovava posto un locale nel quale venivano rinchiusi i barcaioli che contravvenivano alle normative.<\/p>\n<p>L\u201911 gennaio 1846 fu inaugurato il ponte ferroviario, progettato dall\u2019ing. Tommaso Meduna e modificato dall\u2019ing. Luigi Duodo, posto su 222 arcate per una lunghezza di 3601 m., con un costo di quasi 6 milioni. Gran parte del trasporto delle merci e dei passeggeri si spost\u00f2 sulla ferrovia portando gravi conseguenze sul lavoro dei barcaioli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019assedio di Forte Marghera del 1848-49 e l\u2019inaugurazione della Colonna della Sortita del 1886<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 17 marzo 1848 Venezia insorse ed il governatore austriaco Paffly, temendo l&#8217;ira della folla fece liberare i patrioti Daniele Manin e Niccol\u00f2 Tommaseo. Vennero cacciati gli austriaci ed il 22 marzo fu proclamata la Repubblica Veneta di San Marco sotto la presidenza di Daniele Manin. Nello stesso giorno un manipolo di patrioti mestrini occuparono Forte Marghera. La neonata Repubblica resistette all&#8217;assedio nemico fino al 22 agosto 1848, sola citt\u00e0 italiana, tra le molte insorte, a tener vivo per ben 17 mesi l&#8217;ideale di un Italia libera ed indipendente.<\/p>\n<p>Il Campiello delle Barche, cio\u00e8 la parte terminale dell\u2019attuale piazza (tra la rotatoria ed il centro commerciale) fu teatro di numerose vicende legate al lungo assedio del forte. Il 18 giugno \u201c48, al\u00a0 ritorno delle truppe imperiali, vennero posti 2 cannoni \u201cal principio della strada che guarda i Forti\u201d (via Forte Marghera) ed il giorno seguente gli abitanti delle Barche furono trasferiti in luoghi pi\u00f9 sicuri. Subito ebbero luogo i primi bombardamenti dal forte, alcuni giorni intensi, altri meno; in alcune giornate i cannoni tacevano. Il Canal Salso rappresent\u00f2 un\u2019importate risorsa tattica per rallentare la realizzazione delle opere d\u2019assedio che gli Austriaci costruivano attorno al forte. I difensori infatti oltre a operare incursioni e cannoneggiamenti posero una diga di sbarramento sul Canal Salso, in modo da allagare il terreno, costringendo gli assedianti a lavorare in mezzo all\u2019acqua ed al fango.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u20198 luglio 1848 il <strong>direttore delle Poste<\/strong> Magliana venne licenziato ed esiliato perch\u00e9 sospettato di fare il corriere per il Governo Rivoluzionario di Venezia.<\/p>\n<p>Il 29 agosto 1848 l\u2019ufficio postale venne spostato vicino alle prigioni (via Palazzo), luogo non esposto ai bombardamenti che provenivano dal Forte.<\/p>\n<p>Il 27 ottobre 1848 si svolse un&#8217;epica battaglia nella quale i patrioti italiani, nettamente inferiori per numero e dotazioni, usciti di sorpresa dal Forte assediato dopo un furioso combattimento sul Ponte della Campana (attuale via Poerio) costrinsero il nemico alla fuga. Lo storico avvenimento fu ricordato con la collocazione di una colonna commemorativa situata in Piazza Barche.<\/p>\n<p>Una foto del 1866\u00a0 ci mostra il grande afflusso di gente, i labari ed i gonfaloni ed al centro il monumento che si eleva, contrariamente ad oggi, \u2018sopra le teste\u2019 dei manifestanti saldamente poggiato sulla possente gradinata<strong>; <\/strong>sullo sfondo la <strong>Torre Civica e la Posta Antica di Mestre<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Garage Reale, l\u2019esplosione del 1944, la stazione delle corriere, le biciclette di Zanessi<\/strong><\/p>\n<p>..<\/p>\n<p>Il Garage Reale fu realizzato in Piazza Barche agli inizi del Novecento riutilizzando l\u2019edificio che fino al 1848 era stato sede della stazione postale; veniva descritto come <strong>uno dei maggiori d\u2019Italia<\/strong>, vasto 5000 mq., con 100 posti auto.<\/p>\n<p>Era stato inoltre ristrutturato in modo da anticipare l\u2019atmosfera in cui i viaggiatori si sarebbero immersi negli alberghi lagunari: \u201cCostituisce &#8211; scriveva un cronista &#8211; la porta d\u2019ingresso dei grandi percorsi europei e si \u00e8 voluto, con una prima impressione di modernit\u00e0 e di lusso intonarsi ai magnifici alberghi della citt\u00e0 e del Lido destinati ad ospitarli.\u201d<\/p>\n<p>Nel 1926 il Re Vittorio Emanuele III concesse di esporre lo <strong>Stemma Reale<\/strong> sulla facciata dell\u2019edificio <em>\u201cvolendo dare alla Societ\u00e0 Servizi Automolistici Veneti, uno speciale e pubblico attestato della Sua benevola considerazione\u201d;\u00a0 c<\/em>on questa effige il garage <strong>appare in numerose foto e cartoline dell\u2019epoca<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1944 i partigiani del battaglione Felisati fecero esplodere una bomba nell\u2019edificio, gi\u00e0 sede del garage Reale, che ospitava durante la guerra (1940-45) un distaccamento della questura. L\u2019azione costituiva un\u2019azione di disturbo per favorire il contemporaneo assalto alla centrale del latte di Carpenedo. L\u2019esplosione caus\u00f2 la <strong>parziale distruzione del lato sinistro<\/strong> dell\u2019edificio e la morte dell\u2019impiegato del dazio. Un testimone dell\u2019evento ricorda che la porta dell\u2019ufficio vol\u00f2 dall\u2019altra parte della piazza. Roberto Zanessi, che abitava sopra il negozio di biciclette che il padre Mario aveva aperto dall\u2019inizio degli anni trenta,\u00a0 si era visto crollare, in seguito allo scoppio, il soffitto sulla testa.<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 di 60 anni questa parziale mutilazione, che non ha compromesso la statica dell\u2019edificio, <strong>\u00e8 testimone di un avvenimento dell\u2019epopea partigiana a Mestre<\/strong> che andrebbe a nostro avviso segnalato nell\u2019auspicabile ricostruzione della parte mancate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Antica Posta-Garage Reale\u00a0 fino alla fine anni \u201c70 &#8211; inizio anni \u201c80 del Novecento ospitava <strong>due attivit\u00e0 legate ai trasporti ed ai viaggi, <\/strong>proseguendo cos\u00ec la sua secolare vocazione:<\/p>\n<ul>\n<li>la biglietteria e la sala d\u2019aspetto della societ\u00e0 di trasporti FAP che curava il servizio di corriere verso Jesolo-San Don\u00e0 (nella parte sinistra);<\/li>\n<li>il negozio di biciclette Zanessi che era uno dei pi\u00f9 forniti\u00a0 di Mestre sia come bici che come parti di ricambio e che forniva inoltre servizi di riparazione (nella parte destra).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avvenimenti principali<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"height: 1525px;\" width=\"997\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"115\">131 a. C.<\/td>\n<td width=\"537\">Le infrastrutture viarie ed il servizio postale in epoca romana.<\/p>\n<p>Costruzione della via Annia e della stazione postale \u201cAD NONUM\u201d a Marghera Antica (attuale Forte Marghera).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1337<\/td>\n<td width=\"537\">Espansionismo veneziano in terraferma iniziato nel 1337 con la conquista del Castello di Mestre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1378<\/td>\n<td width=\"537\">Guerra di Chioggia quando Venezia si trovava assediata dai Genovesi lato mare e Ungari, Frulani e Padovani lato terra<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1454<\/td>\n<td width=\"537\">Allontanamento delle foci dei fiumi, per ragioni di sicurezza, dalla Citt\u00e0 di Venezia iniziato con l\u2019escavo del canale Marghera-Fusina<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1489<\/td>\n<td width=\"537\">Assegnazione in esclusiva alla Compagnia dei Corrieri Veneti della corrispondenza, pubblica e privata, e della gestione delle stazioni di posta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1513<\/td>\n<td width=\"537\">Invasione delle truppe della Lega di Cambrai<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1645-1669<\/td>\n<td width=\"537\">Guerra di Candia (Creta) che caus\u00f2 un disavanzo pubblico di circa 1.200.000 ducati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1684-1699<\/td>\n<td width=\"537\">Guerra di Morea (Peloponneso) e le relative misure per garantirne il finanziamento, che avveniva grazie ad entrate straordinarie (inasprimenti fiscali, donazioni volontarie da parte di privati, e comunit\u00e0, vendite di uffici, aggregazioni al patriziato) e ordinarie (dazi su pane, farina, vino).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1782<\/td>\n<td width=\"537\">Passaggio del Pontefice Pio VI in viaggio per Vienna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1797<\/td>\n<td width=\"537\">Caduta della Repubblica di Venezia12 maggio 1797.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1846<\/td>\n<td width=\"537\">Costruzione del ponte ferroviario translagunare nell\u2019ambito della\u00a0 realizzazione della Ferrovia Ferdinandea Venezia-Milano.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1848-1849<\/td>\n<td width=\"537\">Assedio di Venezia e del Forte di Marghera da parte degli Austriaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1866<\/td>\n<td width=\"537\">Annessione al Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"115\">1944<\/td>\n<td width=\"537\">Attentato del battaglione partigiano Felisati al distaccamento della questura c\/o la l\u2019edificio della Posta Antica-Garage Reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<table style=\"height: 2153px;\" width=\"986\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"47\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>COD<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"134\"><strong>AUTORE\/I<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"204\"><strong>TITOLO<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"132\"><strong>EDITORE<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"60\"><strong>LUOGO<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"48\"><strong>ANNO<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">AVL<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">LA VIA ANNIA &#8211; MEMORIA E PRESENTE<\/td>\n<td width=\"132\">ARSENALE EDITRICE<\/td>\n<td width=\"60\">VENEZIA<\/td>\n<td width=\"48\">1984<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">AVQ<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">IL QUARANTOTTO A MESTRE\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Rivoluzione e la Popolazione<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">2000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">AVS<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">STORIA DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">1999<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">CRU<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">CRONOLOGIA UNIVERSALE<\/td>\n<td width=\"132\">AVALARDI &#8211; GARZANTI<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">1994<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">nnQ<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">QUADERNO nn &#8211; CSSM<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">nnQNS<\/td>\n<td width=\"134\">AUTORI VARI<\/td>\n<td width=\"204\">QUADERNO NUOVA SERIE &#8211; CSSM<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">BAL<\/td>\n<td width=\"134\">BAILLY AUGUSTE<\/td>\n<td width=\"204\">LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA<\/td>\n<td width=\"132\">DALL&#8217;OGLIO<\/td>\n<td width=\"60\">VARESE<\/td>\n<td width=\"48\">1978<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">BBN<\/td>\n<td width=\"134\">BARCELLA BONAVENTURA<\/td>\n<td width=\"204\">NOTIZIE STORICHE DEL CASTELLO DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">FORNI EDITORE BOLOGNA<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">1839<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">BSM<\/td>\n<td width=\"134\">BARIZZA SERGIO<\/td>\n<td width=\"204\">MESTRE E LA SUA PIAZZA<\/td>\n<td width=\"132\">IL CARDO<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">BSS<\/td>\n<td width=\"134\">BARIZZA SERGIO<\/td>\n<td width=\"204\">STORIA DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">IL POLIGRAFO<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">1989<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">BFP<\/td>\n<td width=\"134\">BRUSO&#8217; FABIO<\/td>\n<td width=\"204\">PIAZZA BARCHE\u00a0 MESTRE\u00a0 (1846-1932)<\/td>\n<td width=\"132\">CIERRE<\/td>\n<td width=\"60\">VERONA<\/td>\n<td width=\"48\">2000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">CRS<\/td>\n<td width=\"134\">CESSI ROBERTO<\/td>\n<td width=\"204\">STORIA DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA<\/td>\n<td width=\"132\">GIUNTI AMRTELLO<\/td>\n<td width=\"60\">FIRENZE<\/td>\n<td width=\"48\">1981<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">05QNS<\/td>\n<td width=\"134\">CHECCHIN ALESSANDRA<\/td>\n<td width=\"204\">LA SCUOLA E L&#8217;OSPEDALE DEI BATTUTI DI MESTRE DALLE ORIGINI AL 1520<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">1996<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">FLD<\/td>\n<td width=\"134\">FOFFANO R. LUGATO D.<\/td>\n<td width=\"204\">DA MARGERA A FORTE MARGHERA<\/td>\n<td width=\"132\">EDIZIONI MULTIGRAF<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">FAS<\/td>\n<td width=\"134\">FUSATI ANDREA<\/td>\n<td width=\"204\">STORIA DEI BOLLI POSTALI IN USO ALL\u2019UFFICIO POSTALE DI MESTRE, DALLE ORIGINI AL 1866<\/td>\n<td width=\"132\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">2006<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">HHA<\/td>\n<td width=\"134\">HAUSCHKA HEINRICH &#8211; GUSTAV RITTER\u00a0 AMON VON TREVENFEST -DOTTO<\/td>\n<td width=\"204\">L&#8217;ASSEDIO DI MARGHERA E VENEZIA<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">MRL<\/td>\n<td width=\"134\">MEROTTO ROSETTA RIGO SILVIA<\/td>\n<td width=\"204\">LA VIA AUGUSTA (PER LA VIA DI BASSANO): IPOTESI DI RECUPERO STORICO DELL\u2019ARCHITETTURA POSTALE NELLA REPUBBLICA DI VENEZIA (1489-1787)<\/td>\n<td width=\"132\">ELZEVIRO<\/td>\n<td width=\"60\">PADOVA<\/td>\n<td width=\"48\">2005<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">RCI<\/td>\n<td width=\"134\">RENDINA CLAUDIO<\/td>\n<td width=\"204\">I DOGI &#8211; STORIA E SEGRETI<\/td>\n<td width=\"132\">NEWTON<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">SGA<\/td>\n<td width=\"134\">SARTO GIORGIO<\/td>\n<td width=\"204\">ALTOBELLO<\/td>\n<td width=\"132\">COMUNE DI VENEZIA<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">1985<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">TTD<\/td>\n<td width=\"134\">TICOZZI TEODORO<\/td>\n<td width=\"204\">DIARIO 1848-49<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">E1968<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">VES<\/td>\n<td width=\"134\">VITTORIA EUGENIO<\/td>\n<td width=\"204\">STORIA DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">EDITRICE EVI VENEZIA<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">ZGG<\/td>\n<td width=\"134\">ZOCCOLETTO GIORGIO<\/td>\n<td width=\"204\">IL CONSIGLIO DELLA MAGNIFICA COMUNITA&#8217; DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">CENTRO STUDI STORICI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">2006<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">ZGL<\/td>\n<td width=\"134\">ZOCCOLETTO GIORGIO<\/td>\n<td width=\"204\">LA REGIA STRADA IL PALAZZO E LE PRIGIONI DI MESTRE<\/td>\n<td width=\"132\">FRATELLI LIBERALATO EDITORI-MESTRE<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"47\">ZGS<\/td>\n<td width=\"134\">ZOCCOLETTO GIORGIO<\/td>\n<td width=\"204\">MESTRE NEL TARDO SEICENTO<\/td>\n<td width=\"132\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"60\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"48\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"47\">ZGP<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"134\">ZOCCOLETTO GIORGIO<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"204\">IL TRANSITO DI PIO VI PER MESTRE NEL 1782<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"132\">ACCADEMIA ALTINATE IN MESTRE<\/td>\n<td style=\"text-align: left;\" width=\"60\">MESTRE<\/td>\n<td width=\"48\">\n<p style=\"text-align: left;\">1997<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guppo Valdemare<\/p>\n<p>Mestre, 25 novembre 2010<\/p>\n<p>(la petizione si pu\u00f2 trovare in allegato &#8211; petizioneValdemare)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-272","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-concorso-fotografico-walk-camminare-in-citta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ecoistituto-italia.org\/cms-4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}